Arte…prospettive e scenari all’alba dell’anno 2022.

Mandare luce dentro le tenebre dei cuori degli uomini. Tale è il dovere dell’artista.
(Schumann)

L’umanità, la società, la natura nella sua interezza, stanno attraversando un lungo e difficile periodo, sicuramente provante. Le nuove dinamiche sociali, ridisegnano per l’umanità nuovi approcci all’esistenza e alla comprensione del vissuto quotidiano. Si mescolano le carte, irrompe nella nostra quotidianità un nuovo sentire e nuove percezioni divengono la norma. La velocità con cui i fenomeni si susseguono pare superare la capacità biologica e psichica di accoglierli. I media ridisegnano continuamente la nostra percezione all’interno di un distaccamento progressivo dalla realtà che viene percepita sempre di più attraverso schermi e monitor.  L’essere umano si confronta per l’ennesima volta con antiche dinamiche ancestrali, mai scomparse e sempre sull’orlo di riaffacciarsi, ma con una nuova dimensione digitale sempre più presente a frammentare il nostro sguardo attraverso pixel opachi.

Ecco che la vita stessa si trova a percorrere nuovi orizzonti cognitivi, ridimensionati e più stretti dei precedenti. Distanziati, allontanati, proteggendosi da nemici invisibili…. Il singolo individuo ne esce colpito, a volte infragilito, certamente pensieroso. Occorre aprire il cuore, la mente, ridisegnare internamente nuovi scenari, immaginare nuovi orizzonti, creare nuovi futuri.

L’arte da sempre osserva la vita, facendosi portatrice di messaggi profetici, interpretandone l’essenza con spirito critico, ma anche immaginando scenari alternativi dove l’energia creativa diviene un fuoco per lo spirito umano.
Gustave Flaubert scrisse: “Se c’è sulla terra e fra tutti i nulla qualcosa da adorare, se esiste qualcosa di santo, di puro, di sublime, qualcosa che assecondi questo smisurato desiderio dell’infinito e del vago che chiamano anima, questa è l’arte.”
L’arte come strumento di comprensione degli eventi, non solo oggettivi, ma anche come un termometro dell’anima, della parte più eterea dell’uomo.

In periodi di crisi l’arte può innalzare i nostri cuori, addirittura guidarci attraverso la bellezza a livelli di comprensione più alti. 
E’ indubbiamente affascinante e stimolante immaginare quali scenari l’arte del 2022 sarà in grado di aprire.

In un mondo in subbuglio, ferito, sofferente, gli artisti sceglieranno la via della denuncia, dell’aggressività visiva, del gesto violento o cercheranno invece il mezzo della pace, del raccoglimento e della preghiera? 

L’arte è stata spesso un unguento per i cuori, un balsamo per l’anima, una via preferenziale per raggiungere determinate condizioni interiori, capace di destare speranza attraverso la bellezza del linguaggio. Forse oggi, più che mai occorre ristabilire antichi sentieri e un ritorno all’osservazione della natura, ai suoi equilibri. La sua armonia fa già capolinea nelle proposte visive di parecchi artisti internazionali che ho avuto la fortuna di vedere. Un’arte pacificante che come una gigantesca lente d’ingrandimento ci porta ad osservare con più attenzione le analogie che gli esseri umani hanno con la natura che li circonda di cui sono una diretta emanazione. Fare a volte qualche passo indietro, riguardare nuovamente gli antichi maestri, soprattutto quando in qualche modo si è smarrita la strada e occorre ritrovare un’identità, oggi più che mai alterata e distanziata in ogni ambito. La frammentazione di un linguaggio artistico che forse necessita di essere ricompattato e non solo esteticamente ma anche filosoficamente, nella ricerca di una metodologia, di un ritrovato senso del fare.
Il pittore Gerhard Richter ha affermato che ” l’arte è la forma più alta della speranza”…Immaginare qualcosa, rappresentarla, fa di noi degli uomini. L’arte è conferire senso e forma. È come la ricerca religiosa di Dio. Dal momento che non esiste una verità né una giustizia assoluta, noi aspiriamo sempre a una verità artificiale dominante, umana.”

Marco Genzanella

Lascia un commento