Sintesi e primitivismo nella scultura di Antonio Amoruso

Nell’arte si può cominciare anche da capo, e ciò è evidente, più che altrove, nelle raccolte etnografiche.” 

Paul Klee

Primitivismo.
Un furore creativo che aggredisce la materia, fuori dai percorsi preordinati e accademici. Lasciarsi quindi trasportare dalle intuizioni più viscerali, arcaiche e ancestrali e fare in modo che il calcolo e la ragione cedano il posto all’atto creativo libero, irrazionale.

Oggi, per un artista questo può essere un percorso percorribile, a patto che si faccia un grande lavoro su di se per togliere prima tutte le sovrastrutture segniche e visive che il mondo impone.

Le prime opere scultoree di Antonio Amoruso posseggono questa verginale condizione estetica.
Nella pietra, l’artista segna come confini i margini della figura, poi imprime con una certa forza i segni identificativi del soggetto, i contorni. Poi è tutto uno scavare, sgrossare velocemente per portare alla luce l’idea, il soggetto:
una figura femminile sensuale, ferina, selvaggia e istintiva.

L’artista sembra comunicare, attraverso la materia, che non è possibile attardarsi nel far emergere la figura dal blocco di pietra, perchè si rischierebbe di smarrire quella sintesi verginale, quell’idea che si fa strada attraverso il gesto.

Le proporzioni stesse della figura, antinaturalistiche, rimandano alle immagini simboliche di una natura panica, incontaminata dalle sovrastrutture percettive contemporanee.

Si tratta di corpi simbolici, corpi astrali,  non mediati da vettori culturali, ma colti sul nascere in forme archetipali e fetali.
Queste figure sono l’estrema sintesi spoliata da ogni inciampo culturale che potrebbe rallentare il raggiungimento istintivo.

In queste forme primigenie emergono le necessità comunicative più urgenti e spontanee.

Ho osservato con grande attenzione questa prima produzione del maestro Antonio Amoruso, per giungere alla conclusione che è l’atto stesso di alzare lo scalpello e incidere la materia il vero atto creativo sotteso in queste sculture primitiviste.

Un atto che mi mira a liberare la figura/idea dal blocco della materia informe, così come analogicamente libera l’istinto dalle sovrastrutture interiori.


Marco Genzanella

Nell’ immagine, il bassorilievo


TENERA MALIZIA

pietra grigia;
cm 32 x 45.
2015

Lascia un commento