“Prima di guarire qualcuno chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare“
Ippocrate
Questa scultura nasce da un bisogno, quello di ringraziare una persona che ha dedicato la sua vita alla ricerca e a salvare vite.
Un uomo empatico, straordinariamente umano.
Un chirurgo oncologo.
Un uomo che spende la propria vita per gli altri.
Fra le sue mani sono passate, e passano tuttora, centinaia, forse migliaia di vite umane.
Io misi la mia nelle sue.
Mi disse: “è pronto per togliere questo cancro?”
Mi operai fiducioso.
Nel tempo, ripresomi, decisi di realizzare una scultura che mi permettesse di comunicare di questa esperienza.
Desideravo raccontarla, anche sommariamente, magari attraverso un’immagine, un frammento: il mio busto, una parte di me distesa su un tavolo operatorio mentre delle mani avvolte da un serpente espellono il male.
Intorno alla ferita praticata dai bisturi, rose e calle fuoriuscenti e piene di vita.
Questo è quello che mi è accaduto.
Una malattia segna la vita di un uomo.
Io sto cercando di trarne i vantaggi.
La malattia è come un messaggio.
Io sto tentando di leggerne la parte positiva.
Vorrei diventare io stesso quella parte positiva, guarirmi.
E’ una trasformazione.
Ho iniziato ad approfondire ancora maggiormente il mio rapporto con la vita, con la terra e con ciò che ci circonda.
A goderne e respirarne. Assaporare giorno per giorno tutto quello che è possibile, avendo visto la morte in faccia.
Questo per me ora è importante!
Vorrei trasferire queste mie intime conquiste agli altri.
Cercare di trasmettere quello che ho vissuto e incentivare le persone ad approfittare del momento presente , della quotidianità.
Questa scultura vuole raccontare quello che mi è accaduto.
E’ un omaggio all’uomo che mi ha salvato la vita.
Quando gli uomini operano guidati da queste sinergie d’intenti accadono cose meravigliose.
Uomini integri, empatici, capaci di provare profonda compassione e coinvolgimento emotivo verso i loro pazienti, non considerati numeri o clienti…ma esseri umani, come loro.
Antonio Amoruso
Fine 1° parte
continua…
Nell’immagine lo studio preparatorio in argilla dell’opera.
Nella 2° parte del blog pubblicheremo l’opera definitiva in marmo.